Dicembre 2015.

Chiudo il 2015 alla riscoperta dell’Italia in treno (a novembre era stata Genova). Approfitto del fatto che Italo (il concorrente di Trenitalia) dal 13 dicembre parte anche da Verona Porta Nuova: probabilmente per promuovere la nuova tratta ci sono biglietti a prezzi stracciati. In categoria Smart, la più semplice, un biglietto A/R per Firenze mi costa solo 17€, e in 1 ora e 28 minuti si arriva a Santa Maria Novella (scoprirò più avanti che si può trovare in offerta anche a meno di 10€!).
Gli orari del sabato sono perfetti per una giornata intensa di visite, partenza alle 7.37 da Verona e arrivo a Firenze alle 9:05, rientro alle 16.54 (si arriva a Verona alle 18:23).
Acquisto senza pensarci molto 3 biglietti per sabato 19, e parto con le ricerche su cosa fare nelle ore a disposizione.

Attenzione a dove comprate i biglietti online!

Non ho intenzione di prenotare alcun ingresso, ma di fare sul posto in base all’affollamento. Subito mi rendo conto che su Firenze i siti che saltano fuori nella ricerca su Google sono principalmente di agenzie anche truffaldine visto che, per fare un esempio, il biglietto per la Galleria dell’Accademia viene venduto a quasi 20€, mentre il costo ufficiale è di 8€ (più 4 di prevendita se si acquista sul sito ufficiale dei Musei Fiorentini). Non ho individuato l’equivalente di un “www.visitnomecittàeuropea.com” gestito dall’Ente del turismo locale che ormai da anni fa da riferimento per le visite in giro per l’Europa. Ci sono invece diversi siti istituzionali piuttosto frammentari e poco accattivanti. Se ne esiste uno, chi ne cura il posizionamento SEO non sa fare il suo mestiere!

Giusto ora vedo che probabilmente a breve verranno attivati nuovi siti 
(per una riorganizzazione dei Musei voluta dal Miur).

Ho circa sette ore a disposizione, e conto di visitare sicuramente Palazzo Vecchio e almeno una tra San Lorenzo e Santa Maria Novella, che mi mancano.

Italo in Smart non è straordinario (il tavolino è già un po’ graffiato, ma qui la colpa è degli italiani vandali), sicuramente pulito e con sedili molto comodi. Forse le persone molto alte dovrebbero puntare almeno sulla Smart XXL, visto che la distanza tra i sedili è più o meno come sugli aerei Ryanair.
Mi è piaciuto molto il sistema dei biglietti (basta dire al controllore la prima lettera del codice arrivato via SMS o e-mail, non si stampa od oblitera nulla); se penso che per andare a Genova avevamo 8 biglietti cartacei tra supplementi e cambi…

Non torno a Firenze da molti anni, ma alcune cose le ricordo piuttosto bene. Resto quindi piuttosto scioccata nel constatare che il richiamo sul degrado del centro fatto dall’UNESCO pochi mesi fa al Comune di Firenze sia assolutamente motivato (marciapiedi sporchi e spesso completamente occupati da una moltitudine di motorini parcheggiati, buche nel pavé tappate alla meno peggio con badilate di asfalto, selciato sconnesso e pericoloso in alcune aree: tutto questo in pieno centro storico).
La cosa che mi stupisce in positivo (per me che così non trovo code) è la scarsa presenza di turisti: non solo di prima mattina, ma per tutto il resto della giornata. Verona in questo periodo è quasi impraticabile, mi aspettavo anche qui una cosa simile… forse sarà la vicinanza alle vacanze di Natale.
La giornata parte nuvolosa, ma verso l’ora di pranzo si schiarisce (non c’è comunque freddo).

Cattedrale di Santa Maria del Fiore
Cattedrale di Santa Maria del Fiore

La passeggiata dalla stazione a Piazza della Signoria è breve, arriviamo a Palazzo Vecchio (dopo aver rimirato gli esterni di Santa Maria del Fiore e del Battistero con la magnifica Porta del Paradiso) poco prima delle dieci. La piazza è quasi deserta, riusciamo a contemplare le opere esposte sotto la Loggia dei Lanzi con tutta calma (non ricordavo che il Perseo fosse così grande!).

Loggia dei Lanzi - "Perseo con la testa di Medusa" di Benvenuto Cellini
Loggia dei Lanzi – “Perseo con la testa di Medusa” di Benvenuto Cellini

Visita a Palazzo Vecchio e Torre di Arnolfo di Cambio

Entriamo nel cortile del Municipio (sposi e vigili urbani); già qui si intuisce la struttura complessa del palazzo, fatta di aggiunte in secoli successivi all’edificio originario. Visto che non c’è da attendere, decido di prendere il biglietto che include il museo (cioè la visita del Palazzo stesso), il camminamento di ronda e la salita sulla torre di Arnolfo di Cambio: 14€.
Il Palazzo è veramente enorme (e non abbiamo fatto la parte interrata relativa agli scavi archeologici), conserva un’infinità di opere inestimabili; il Salone dei Cinquecento andrebbe visto almeno una volta nella vita; eppure la cosa che mi ha colpito di più è grande poche decine di centimetri: il “putto con delfino” o “putto alato” di Andrea del Verrocchio (per chi non se lo ricordasse, fu maestro di Leonardo da Vinci, Botticelli, Ghirlandaio ecc.).

Palazzo Vecchio - "Putto con delfino" di Andrea del Verrocchio
Palazzo Vecchio – “Putto con delfino” di Andrea del Verrocchio

La vista dalla torre (attenzione, è del Duecento, non erano previsti gli ascensori!) ripaga della salita: nonostante il cielo grigio, la Cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto risaltano in tutta la loro bellezza.

Vista dalla torre di Arnolfo di Cambio - verso Santa Maria del Fiore
Vista dalla torre di Arnolfo di Cambio – verso Santa Maria del Fiore

Il tempo per l’intera visita, senza soffermarsi troppo, è di quasi 2 ore.
Passiamo poi per il cortile degli Uffizi, dove noto il primo militare armato (poi mi renderò conto che ce ne sono diversi in giro nei luoghi più significativi della città) e la strana assenza di coda. Oggi non abbiamo tempo, torneremo in futuro a rivedere le meraviglie conservate qui.
Sul Lungarno finalmente troviamo turisti, tutti affollati a fotografare Ponte Vecchio: sempre magnifico! Noi ci spingiamo solo fino a metà, oggi non ho in programma di attraversare. Torniamo indietro e ci spostiamo a Santa Croce, dove ci sono i mercatini di Natale. Ero stata avvisata di non aspettarmi niente di che (ma la facciata di Santa Croce è sempre bellissima); sono rimasta delusa però nel vedere banchetti da tutta Europa, ma niente di tipico toscano.
C’è sole e caldo, ma preferiamo sederci all’interno per mangiare. Proprio di fianco alla piazza si trova Schiacciavino, un piccolo locale molto ben valutato su TripAdvisor, perfetto per un pasto veloce e saporito (oltre che economico). Fantastica la schiacciata integrale, buoni anche i dolci (cantucci e vin santo compresi).
Abbiamo ancora parecchio tempo a disposizione, quindi propongo ai miei compagni di viaggio (perfetti perché fanno tutto quel che gli dico) di fare un tentativo alla Galleria dell’Accademia: non ci sono mai stata, e vedere dal vivo in David di Michelangelo è un’altra di quelle cose che vanno fatte assolutamente. Arriviamo in prossimità della Galleria e vedo un sacco di gente: ecco qui serviva la prenotazione, mi dico; invece no, è appena finito un concerto di qualche scuola di musica lì vicino!

Il David di Michelangelo alla Galleria dell’Accademia

Entriamo alla Galleria e… davanti a noi ci sono solo 5 ragazzi giapponesi! Passiamo i controlli di sicurezza e facciamo il biglietto (8€). Già la prima sala è ricchissima. Le tavole alle pareti sono tutte a soggetto religioso, ma sono dei Maestri della pittura mondiale, capolavori incredibili. La Galleria in cui si trova il David è semivuota… riusciamo ad ammirarlo da ogni angolo: è incredibile (ma la cosa che colpisce di più il mio compagno di viaggio sono le dimensioni di mani e piedi!). Tutta la visita risulta molto interessante, la quantità di pale a fondo oro (risalenti a Duecento e Trecento) è veramente notevole. Il museo in sé è meno grande di quanto avessi creduto, quindi quando usciamo possiamo girare ancora con calma.

Galleria dell'Accademia - David di Michelangelo
Galleria dell’Accademia – David di Michelangelo

Un mio ricordo piacevole è il colonnato dello Spedale degli Innocenti del Brunelleschi: quando ci arriviamo (è a pochi passi) quasi mi metto a piangere: non sapevo che fosse ridotto in tali condizioni! I lavori di restauro del museo sembrano fermi (sul cartello del cantiere ci sono diverse date di ultimazione dei lavori, tutte già passate), ma l’esterno non è ancora stato toccato: il degrado è totale, le tracce dei vandali sono ovunque.
Dopo questo ulteriore colpo al cuore (il patrimonio artistico di Firenze è dell’umanità intera, come si può arrivare a tal punto prima di intervenire per porre rimedio ai danni provocati dall’incuria?), torniamo al Duomo per qualche foto col sole (e per un passaggio sotto la Porta Santa aperta per il Giubileo) e quindi verso San Lorenzo.

San Lorenzo e i pulpiti di Donatello (in restauro!)

Ricordavo il mercato di San Lorenzo, ma non una simile sequenza infinita delle stesse bancarelle che si ripetono…dove di toscano ormai non c’è proprio più niente! E ho letto che la zona negli ultimi mesi è migliorata e sta tornando vivibile… il mio obiettivo però è entrare nella Basilica! Le Opere Medicee, dove si trova la tomba di Lorenzo il Magnifico, purtroppo il sabato sono aperte solo al mattino, quindi sono qui per vedere dal vivo i pulpiti in bronzo di Donatello. Facciamo il biglietto (4,50€) ed entriamo… la chiesa è splendida nella sua semplicità, ma… i pulpiti sono in restauro! Avessi fatto più ricerche prima di partire probabilmente lo avrei saputo. Per fortuna il pulpito della Resurrezione è già stato restaurato, intorno è stata lasciata l’impalcatura per vederlo più da vicino in tutto il suo splendore. Viene chiesto un contributo per finanziare il restauro del Pulpito della Passione. 1 o 2€, non ricordo con precisione.

Nei chiostri di Santa Maria Novella

Cominciamo a dirigerci verso la stazione, per la nostra ultima tappa: Santa Maria Novella con i suoi chiostri (intero 5€). Delle chiese viste oggi si sappia che l’unica ad avere una facciata veramente antica (a parte San Lorenzo, dove non è mai stata costruita) è proprio Santa Maria Novella: la chiesa è del Duecento, la facciata, di Leon Battista Alberti, fu terminata nel 1470 (Santa Maria del Fiore e Santa Croce hanno facciate in stile, ma realizzate a fine Ottocento).
L’interno è talmente ricco di opere dei maggiori artisti dell’epoca da fare invidia ai migliori musei del mondo: dallo splendido Crocifisso di Giotto al Masaccio, da Paolo Uccello a Filippino Lippi… ogni cappella una sorpresa; le vetrate (originali del XIV e XV secolo) magnifiche; il chiostro dei Morti ha un’atmosfera particolare.

Ormai mancano una ventina di minuti al treno, torniamo in stazione incrociando moltissima gente (vengono a passare la serata in centro?). Italo arriva puntualissimo, piuttosto pieno ma moltissimi scendono qui. Apprezzo molto le comode poltrone dopo la camminata di oggi.Credo proprio che alla prima occasione torneremo per una giornata dedicata agli Uffizi!

Autore: vale_brente

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