Fin da piccola ho adorato la storia e la cultura dell’Antico Egitto e non manco mai di visitare le collezioni di reperti archeologici sparse in giro per il mondo, quando me ne capita l’occasione. In attesa di trovare il momento giusto per vedere il nuovo allestimento del Museo Egizio di Torino, curiosando in rete ho visto che a Bologna ad ottobre ha aperto una mostra all’apparenza interessante, “Egitto. Splendore millenario. La collezione di Leiden a Bologna” (fino al 17 luglio 2016 Museo Civico Archeologico di Bologna).

Una domenica di gennaio si sale quindi su Italo (9€ a/r a persona, come pensare ad alternative?) e si parte per Bologna, in una giornata incredibilmente limpida. Il viaggio dura solo 50 minuti, e si arriva ai binari dell’Alta Velocità… la stazione di Bologna per me è irriconoscibile, eppure in passato ci sono stata così spesso. L’unico difetto del viaggio è che si arriva presto, per essere domenica, prima delle 9.00 ci stiamo già incamminando verso il centro.

Il Museo Civico Archeologico è in via dell’Archiginnasio, a pochi passi da Piazza Maggiore e dalla Basilica di San Petronio. L’apertura è alle 10:00, quindi prima di entrare c’è tempo per ammirare gli splendidi monumenti che si affacciano sulla Piazza.

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Piazza Maggiore – Basilica di San Petronio
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Piazza Maggiore – Palazzo d’Accursio

Nel biglietto (intero 13€) è compresa un’audioguida molto ben fatta; è disponibile anche nella versione per bambini. Per depositare giacche e borse sono a disposizione box a moneta in abbondanza. Non pensavo che già all’apertura avremmo trovato molta gente, è una mostra di lunga durata (è aperta già da ottobre 2015), invece sono felice di constatare che l’affluenza è notevole, ci sono anche molti bambini (che pure sarebbero potuti venire con la scuola) e anche visite guidate dedicate a loro.

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Khety, da Karnak, XI-XII dinastia
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Osiris in bronzo dorato, XXVI dinastia
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gruppo scultoreo di Maya e Meryt – da Saqqara, XVIII dinastia

I pezzi esposti sono molti, circa 500, che coprono tutta la storia dell’Egitto Antico, dall’epoca predinastica alla dominazione romana, e provengono proncipalmente dal museo di Leiden in Olanda, con contributi anche dal Museo Egizio di Torino e ovviamente del museo ospitante. L’allestimento è molto ben curato, alcune sale sono piuttosto piccole ma mai anguste. I commenti tecnici li lascio agli esperti, io l’ho trovata decisamente interessante e godibile (ci vogliono più di due ore solo per la visita alla mostra, poi ci sarebbe anche il resto del Museo, all’altezza di una città universitaria importante quanto Bologna).

Cosa fare nel resto della giornata? Il treno parte alle 17:33, c’è tempo per pranzare con calma, passeggiare per vie e piazze e visitare ancora qualcosa.

A pochi passi dal Museo Civico Archeologico c’è un vero gioiellino: l’Archiginnasio con il suo Teatro Anatomico e le vecchie aule: questa è stata la sede dell’Università di Bologna dal 1563 al 1803, oggi contiene principalmente gli archivi della Biblioteca, ma si può entrare nel cortile e vedere i loggiati. Pagando 3€ si possono vedere il teatro anatomico (del 1637), in legno, bombardato durante la Seconda Guerra ma ricostruito con le sculture originali, e una delle due Aule Magne, la Sala dello Stabat Mater (dove io sono impazzita a leggere i titoli dei volumi contenuti nelle vetrine alle pareti).

Poi si deve entrare nella Basilica di San Petronio (ma a noi è piaciuta di più la facciata che l’interno); molto curiosa la meridiana che si trova sul pavimento della navata (la più lunga del mondo in un luogo chiuso, secondo il sito della basilica); l’esterno dell’abside è in restauro ed è stata realizzata una terrazza (immagino temporanea) con il ponteggio su cui salire per ammirare la città da qui.

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Le due torri: Garisenda e degli Asinelli

Poi si potrebbe salire sulla Torre degli Asinelli (ma noi ci siamo limitati a guardarle dal basso 😉 ).

Una vera sorpresa, per noi non amanti delle chiese, è stata… la Basilica di Santo Stefano, detta anche “Sette Chiese”. Per capire perchè i bolognesi la chiamino così, basta avvicinarsi. Si tratta di un complesso di chiese e di chiostri di epoche diverse (probabile ci fosse una basilica di epoca romana in questo sito); una chiesa di epoca longobarda si affianca ad una struttura rotonda in cui è contenuta una ricostruzione, risalente al XII – XIV secolo, del Sepolcro di Cristo. Un luogo sicuramente affascinante e da non perdere.

La mostra “Egitto Splendore Millenario” continua fino al 17 Luglio 2016 al Museo Civico Archeologico di Bologna, si può fotografare (ovviamente senza flash). Io sto leggendo il catalogo, è molto interessante e con foto di ottima qualità (la cosa più costosa della giornata!).

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