Da un po’ si pensava ad una gita di un paio di notti con la piccola di famiglia che, ormai compiuti i due anni, deve cominciare a farsi le ossa da viaggiatrice.

Valutate (e scartate) varie possibilità, la scelta è caduta su una zona del Piemonte che non conosciamo per niente, se non per la fama dovuta alla raccolta del tartufo bianco e alla produzione di vini pregiati (e della Nutella!): le Langhe (e il Roero, oltre al Monferrato), in provincia di Cuneo.

Si tratta di un’area in cui il paesaggio collinare, molto dolce, è caratterizzato dalla presenza di ampi vigneti e numerosi noccioleti; quasi ogni collina è dominata da un borgo, con il relativo castello, torre di osservazione o villa padronale.

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Dal castello di Grinzane Cavour

Purtroppo (o per fortuna dei miei compagni di viaggio) solo alcuni di questi castelli sono visitabili; altri sono privati, o aperti da maggio in avanti, o ruderi bisognosi di restauro.

Non ho fatto molte ricerche prima di partire, il tempo è sempre poco e ci sono le esigenze di 8 persone diverse (di cui una di nemmeno due anni e mezzo, la più importante!) da tenere in considerazione. Ci faremo quindi condurre dall’ispirazione del momento e dai consigli degli abitanti del luogo.

Utili per farsi un’idea di cosa offre la zona:

Il 23 aprile si parte non troppo presto, ci attendono circa tre ore di strada: per fortuna a Brescia si imbocca la A21 Brescia – Piacenza – Torino, che è praticamente senza traffico (ma anche la A4, in direzione Milano, è decisamente poco trafficata). Le previsioni meteo non sono particolarmente favorevoli, e partiamo sotto un cielo minaccioso e un po’ di pioggia. Man mano che ci avviciniamo a destinazione la situazione migliora sempre più.

La prima tappa di giornata è:

Alba  – Vinum 2016

Ad Alba proprio in questi giorni si svolge una manifestazione che, per me che sono astemia, ha poco interesse, ma per tutti gli altri è entusiasmante! Si tratta della 40^ edizione di Vinum, dove i produttori dei più famosi vini delle Langhe e del Roero offrono degustazioni (a pagamento) nelle piazze e vie della cittadina.

Noi abbiamo acquistato on-line i carnet da 15 degustazioni, perchè comprensivi anche degli ingressi 2×1 in alcuni dei musei e castelli che intendevamo visitare (e scontati a 15€ invece che a 20€, prezzo se acquistati in loco), e validi per tutta la durata della manifestazione.

Il parcheggio vicino a Piazza Medford è ampio, ma molto affollato (sono solo le 10:30 del mattino); abbiamo difficoltà a trovare un posto, poi ci rendiamo conto che le persone sono cariche di borse della spesa…è giorno di mercato!

Cambiamo i voucher con i carnet, e ci avviamo tra la folla. Scopriamo una cittadina molto piacevole, ben tenuta, con moltissimi negozi anche di livello medio-alto. Varie torri di epoca medievale spuntano tra i palazzi antichi con facciate decorate. Il mercato è molto grande, le bancarelle corrono lungo le arterie principali (e un po’ impediscono di godere delle architetture).

Gli stand di Vinum sono posizionati nelle piazze principali (Alba è più grande di quanto immaginassi); i vari tipi di vino si trovano in luoghi diversi, così come i banchi dello street food (il cibo è tutto ispirato dalla tradizione locale, ed è venduto a prezzi onesti). Siamo arrivati il giorno di apertura e la mattina, per cui non troviamo nè code nè affollamento.

Nel cortile del Monastero della Maddalena ci fermiamo a pranzare, e mia nipote approfitta della presenza di un’area attrezzata con giochi per bambini (in legno e molto alternativi). Qui sono molto carine anche le viti bonsai.

Per il dolce ci spostiamo fino all’ultima tappa, Piazza Michele Ferrero (l’unico riferimento che vedremo in centro all’azienda che ha fatto la fortuna di Alba dagli anni ’50 in poi). Qui sono presenti anche le degustazioni di grappa e nocciole del Piemonte. Piazza molto bella ed elegante, ma l’allestimento è quasi pacchiano. Ecco, se c’è da trovare un difetto all’organizzazione è questo: ogni piazza ha un allestimento diverso, manca una continuità nelle decorazioni (quelle in Piazza Risorgimento sono quasi natalizie).

Finito il giro, senza aver esagerato con gli assaggi, torniamo alle auto e ci dirigiamo verso quella che sarà la nostra base per i prossimi due giorni: Grinzane Cavour.

A casa di Camillo Benso (conte di Cavour)

Anche se abbiamo cominciato a pensare al ponte del 25 aprile con largo anticipo, vista la concomitanza con Vinum, le sistemazioni in agriturismo e b&b cominciavano già a scarseggiare un paio di mesi prima.

Poi ci siamo ricordate (io e mia sorella) di Airbnb.com: mai usato prima in Italia, ma all’estero sì, e con grande soddisfazione.

Abbiamo così trovato una casa a Grinzane Cavour (Casa La Maddalena), proprio sotto al Castello del mitico Camillo Benso Conte di Cavour: a solo 195€ per due notti, fino a 8 persone. Posizione perfetta vicina a tutti i paesi che avevamo intenzione di visitare.

Alle due il nostro host Luca ci consegna le chiavi e ci mostra la casa: è uno stabile parzialmente restaurato, con due bei bagni, camere molto grandi, una cucina nuova; molto attrezzato per essere una casa vacanze; la chicca però sono le due terrazze, con una vista incantevole verso le Langhe e le Alpi innevate.

Mentre la piccola fa la nanna pomeridiana, ci godiamo il sole in terrazza e facciamo un primo giro al Castello di Grinzane Cavour; sorge isolato nel punto più alto della collina, restaurato molto bene e con giardini curati; la vista è a 360° sui vigneti delle Langhe, e nei giorni successivi, con il cielo terso, sarà sempre più bella ed estesa in lontananza.

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Dopo aver prenotato la cena, riprendiamo l’auto e ci dirigiamo a:

Serralunga d’Alba

A soli 15 minuti di strada si arriva in questo borgo medievale molto carino, con le strade strette e le case sorte ai piedi del castello (il parcheggio è proprio sotto, si può salire in auto tranquillamente).

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Castello di Serralunga d’Alba

Il Castello, di proprietà della famiglia Falletti (come buona parte dei manieri della zona), fu costruito a metà del Trecento, ed è una struttura con una spinta verso l’alto molto marcata, visto che è anche piuttosto stretto per la conformazione dell’altura su cui fu costruito. Una volta abbandonato dalla famiglia Falletti (che non abitò mai qui, lo usava solo per riscuotere le decime dai fittavoli e per amministrare la giustizia) fu utilizzato come magazzino e infatti le pareti recano la traccia del passaggio degli abitanti del villaggio.

Le stanze sono spoglie, non si è conservato niente dell’arredo originale; la guida però riesce a farci immaginare come fosse utilizzato il castello, grazie alle ricostruzioni fatte dagli storici. Dall’ultimo piano si gode una vista spettacolare, anche su Castiglione Falletto e il suo castello, che però è chiuso al pubblico quasi tutto l’anno.

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Il mastio visto dal basso
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Vista dall’ultimo piano del castello
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Vista dal castello di Serralunga
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Vista dal castello

La visita è interessante e di durata piuttosto breve (circa 45 minuti), ed è possibile solo con la guida, al modico prezzo di 5€.

Ultima tappa – panoramica – della giornata:

La Morra

Uno dei paesi più famosi della zona, in realtà a noi è sembrato poco caratteristico; sempre pulito e ben curato, ha la principale attrattiva nella terrazza con vista sulle Langhe, la più vasta su questo versante (dalla parte opposta c’è Diano d’Alba). Si può anche salire sulla torre campanaria, unico resto del castello che si trovava qui (al suo posto ora ci sono le Scuole Elementari, del 1914). Facciamo poi un rapido giro per le vie del paese, fino al Palazzo Falletti – Cordero (piuttosto in abbandono).

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Torre di La Morra
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Vista dalla terrazza sulle Langhe

Roddi

La mattina successiva (domenica) prima di andare a Barolo facciamo una rapida tappa nel borgo di Roddi, dove ha sede l’unica “università dei cani da tartufo” del mondo. Attorno al castello si sviluppa un percorso con allestimenti a tema tartufo, molto carino. Il castello purtroppo oggi non è visitabile, il restauro sembra fermo da anni. Solo gli annessi sono stati restaurati e ora sono sede di una scuola di cucina.

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Vista delle Langhe da Roddi

Barolo

Forse la sorpresa più gradita tra i paesini che abbiamo visitato: è decisamente turistico e il più affollato, ma ben tenuto e molto caratteristico. Si trova in una conca (barolo sembra derivare dal celtico “bas reul”, cioè luogo basso) ed è ovviamente circondato da vigneti splendidi.

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Barolo
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Castello di Barolo
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Castello di Barolo

Il Castello, abitato fin nell’Ottocento dai Marchesi Falletti, è stato rimaneggiato nel corso dei secoli; le facciate non sono di mattoni, ma intonacate e dipinte, rendendolo completamente diverso da tutti gli altri dell’area. Al suo interno, nei due piani alti, è stato aperto nel 2010 il WIMU, il Museo del Vino, mentre il piano più basso conserva gli arredi originali e le decorazioni dell’ultima Marchesa.

Il Museo è stata una visita divertente e interessante: l’allestimento è contemporaneo, ricorda un po’ i musei scandinavi che abbiamo visitato negli ultimi anni; molte sale sono interattive, ed è rivolto anche ai più piccoli; non è un museo sul vino di oggi, ma sulla storia del vino dalla preistoria in avanti.

L’ingresso costa 8€, con il carnet di Vinum si ha diritto ad un ingresso gratis per un biglietto acquistato.

Il Castello di Grinzane

Sempre con il carnet di Vinum si può entrare al castello di Grinzane con un biglietto 2×1 (5€). Il 24 e 25 aprile, ma anche in altre giornate che si trovano sul sito ufficiale, un attore che interpreta Camillo Benso fa da guida a chi voglia. Noi, per ridurre i tempi, abbiamo preferito la visita autonoma, ma lo abbiamo visto nel cortile ed è sembrato molto convincente.

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L’interno del castello è meno entusiasmante dell’esterno, forse anche perchè in realtà ospita un ristorante stellato e l’Enoteca regionale; nel resto delle sale è stato allestito il Museo delle Langhe, con una raccolta di materiale etnografico piuttosto interessante (il maniscalco, il bottaio, la cucina del Seicento e dell’Ottocento ecc.).

Ci sono poi i mobili originali della camera del Conte, che visse a Grinzane per 17 anni; infatti fu Sindaco qui dai 22 anni (nel 1832). Da vedere il Salone delle Maschere, con il soffitto a cassettoni del Cinquecento, dove oggi si riunisce l’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba, e la sala Vino e Salute, al piano più alto del castello. La visita dura meno di un’ora.

Al risveglio della piccola prendiamo di nuovo l’auto e ci spostiamo a:

Neive

Inizialmente avevamo pensato di alloggiare in questo paese, considerato tra i più caratteristici e iscritto nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia. In realtà è quello più decentrato rispetto agli altri, e anche il più disordinato. Auto parcheggiate ovunque in centro storico, che è anche meno pulito degli altri.

Il borgo è molto particolare, la passeggiata piacevole; purtroppo siamo arrivati tardi e non è più possibile una visita alla Cantina del Glicine. Qui siamo nella zona del Barbaresco, non più del Barolo.

Ci sono diversi palazzi nobiliari, una Casaforte sulla cima della collina; begli scorci che nulla hanno a che vedere con i paesi visti finora.

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All’improvviso si alza il vento e facciamo appena in tempo a salire in macchina prima che cominci a piovere…per fortuna è durata poco.

Tornati a Grinzane i “bevitori” (piuttosto scarsi) sono attesi dal nostro host nella cantina di proprietà della famiglia (Cantina del Conte), di fianco a casa, per una degustazione gratuita dei vini e delle grappe di produzione propria. Sono tornati molto soddisfatti e con diverse curiosità (da noi i vigneti vengono innaffiati con regolarità, qui invece è vietatissimo!).

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Cantina del Conte

Di nuovo ad Alba

L’ultima mattina, dopo un altro saluto al Castello di Grinzane che consideriamo quasi casa nostra (un pensierino ce lo farei!), torniamo ad Alba, per  fare ancora una degustazione di vino, ma soprattutto per ultimare gli acquisti golosi di questi giorni: grissini, torta di nocciole, tartufi di cioccolato, pasta di nocciole, nocciole del Piemonte! Il Mercato della Terra ha un sacco di prodotti interessanti a prezzi non proibitivi. Ma anche i vari forni sparsi per la città si battono bene!

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Finito il giro cominciamo a spostarci verso Asti; non vogliamo tornare tardi per non trovare traffico di rientro dal ponte.

Attraversiamo il Roero osservando i vari castelli che, almeno questa volta, non abbiamo potuto visitare (tra i quali quello di Magliano Alfieri dove visse anche Vittorio Alfieri da bambino).

Scegliamo un paesino tra Langhe e Monferrato quasi a caso: Costigliole d’Asti, dove ci fermiamo per pranzo.

Anche qui il paese è dominato da un castello: questo però è proprio strano, rimaneggiato in epoche e stili diversi…fino a diventare un po’ trash. Fa comunque un bell’effetto.

Lasciamo questi luoghi quasi incantati, dove le coltivazioni dominano ancora il paesaggio; luoghi che grazie al tartufo, al vino e alle nocciole conoscono una ricchezza altrove solo immaginata; tranquilli e senza traffico… (che troveremo invece molto congestionato nella zona del Lago di Garda, con code di chilometri e chilometri – in direzione Milano)!

Dove mangiare

Agriturismo La Briccola di Diano d’Alba

Ci siamo fermati domenica a pranzo, senza aver prenotato e senza saperne nulla, perchè non trovavamo posti disponibili. Siamo stati sistemati subito in una sala molto accogliente e tranquilla, ben arredata in modo rustico ma non troppo; molto veloce il servizio, personale cortese, e cibo buonissimo (dai tajarin al ragù o alle verdure, alla carne, ai ravioli del plin con nocciole – fantasici – per finire con i dolci). Prezzo adeguato alla qualità del cibo. L’esterno è molto più rustico!

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La Tagliata Brasserie di Grinzane Cavour

Ci siamo innamorati del panorama e del profumo della carne alla brace. Meglio prenotare. Anche se il nome fa pensare ad uno scostamento dalla tradizione, in realtà la carne proposta e i primi sono tutti molto particolari e legati al territorio. Carne che si scioglie in bocca, veramente saporita. E il prezzo? Incredibilmente basso rispetto a quanto siamo abituati (22€ a testa bevande incluse).

Trattoria La Salinera di Grinzane Cavour

Piatti tipici piemontesi, con menù degustazione piuttosto ampi a prezzi onesti; peccato che niente spicchi per originalità o sapore, e che il servizio sia tremendamente lento e disorganizzato.

Enoteca Caffè Roma di Costigliole d’Asti

In piazza sotto al castello, enoteca trasformata in ristorante (e si vede): commensali troppo rumorosi che non fanno apprezzare il locale, che di per sè sarebbe molto carino. I piatti, anche di pesce (sia di acqua dolce che di mare), sarebbero buoni; peccato che i gestori non abbiano ben chiaro che i clienti vanno serviti più o meno tutti insieme, e non che quando i primi possono ordinare il dolce metà tavolo stia ancora aspettando il primo…

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