Dublino è una città che si fa amare molto facilmente; allegra, vivace, a misura d’uomo. Eppure ha una storia sanguinosa alle spalle, e proprio ques’anno cade il centenario di una delle rivolte più importanti, che hanno portato alla costituzione della Repubblica d’Irlanda.

Uno dei luoghi da non perdere a Dublino per comprenderla meglio è proprio Kilmainham Gaol. Un po’ fuori dal centro città ma raggiungibile facilmente, e poco distante anche dal museo di Arte moderna (Irish Museum of Modern Art).

Gaol è la versione antiquata dell’inglese jail (e si pronuncia allo stesso modo, importante da sapere se si devono chiedere indicazioni), ed infatti sto consigliando di andare a visitare una prigione!

Sono passati diversi anni dalla nostra visita, ma il ricordo resta vivido, forse per le forti emozioni che questo luogo ha suscitato in noi.

Per gli appassionati di cinema, qui sono state girate parti del film di Jim Sheridan con Daniel Day-Lewis Nel nome del padre (In the name of the father), candidato a 7 premi Oscar nel 1994, e di Michael Collins (1996), di Neil Jordan con Liam Neeson (e un video degli U2).

SANYO DIGITAL CAMERA
L’ingresso della prigione

L’edificio, costruito nel 1796 e utilizzato come prigione mista (spesso è capitato che le donne superassero in numero gli uomini) fino al 1924, oggi è visitabile solo con un tour guidato (in inglese).

In attesa del proprio turno (ogni 30 minuti circa) è possibile visitare il museo sul Nazionalismo irlandese allestito al suo interno, che descrive in modo molto crudo e realistico la vita nella prigione, e la carestia (Great Famine) che, con un milione e mezzo di morti, portò nel 1846-1849 molti irlandesi ad essere imprigionati per furti legati alla fame.

Già questa introduzione prepara i visitatori ad accedere alle celle e ai cortili, sia interni che all’aperto, con lo “spirito” giusto.

Non è una visita adatta ai bambini (fino a qualche anno fa era vietata al di sotto dei dieci anni), e per apprezzarla a pieno è necessaria una buona conoscenza della lingua inglese.

SANYO DIGITAL CAMERA

SANYO DIGITAL CAMERA

Le foto che ho non sono un granchè; non so, forse la fretta di seguire il gruppo, o l’ambiente stesso, le forti emozioni che trasmette non ci hanno permesso di fare scatti memorabili.

SANYO DIGITAL CAMERA

L’ala est fu ricostruita in epoca vittoriana seguendo principi completamente diversi rispetto alle prime celle che abbiamo visto; dallo spazio centrale i secondini potevano controllare tutte le 96 celle, e i prigionieri, vedendo il sole attraverso l’enorme lucernario, dovevano essere ispirati e redimersi (magari fosse così facile!).

SANYO DIGITAL CAMERA

Questo è lo spazio più riconoscibile nel film “Nel nome del padre”.

SANYO DIGITAL CAMERA

In realtà la Kilmainham Gaol è tristemente famosa per aver avuto come “ospiti” illustri tutti i più importanti oppositori dell’occupazione inglese, i protagonisti delle varie ribellioni dal 1798 in avanti. Qui vennero anche eseguite diverse condanne a morte.

SANYO DIGITAL CAMERA

Moltissime persone comuni furono incarcerate qui, inclusi bambini, anche per piccoli crimini come il furto di cibo, indotti dall’estrema povertà. Alcuni vissero qui per lunghi periodi, prima di essere imbarcati su una nave inglese e deportati in quella lontana colonia penale che fu l’Australia (pratica durata circa ottant’anni).

SANYO DIGITAL CAMERA

Il gaelico, come si vede anche in questa targa commemorativa (dei leader della rivolta della Pasqua del 1916, con le relative date dell’esecuzione), è sempre affiancato all’inglese; la lunga dominazione e i bagni di sangue non sono riusciti a cancellare l’identità anche linguistica di questo popolo.

SANYO DIGITAL CAMERA
Stonebreakers’ Yard, il cortile dove vennero eseguite le condanne a morte dei capi della rivolta del 1916.

 

Tra gli ultimi ad essere incarcerati qui anche Eamon De Valera, uno dei padri fondatori della Repubblica d’Irlanda, che fu in seguito a lungo Primo Ministro e poi Presidente.

I visitatori vengono fatti entrare in gruppi di massimo 35 persone, ed è un’attrazione molto visitata, per cui è meglio prenotare in anticipo.

Le prenotazioni e tutte le altre informazioni sono sul sito ufficiale del museo.

Annunci