Continua dal post precedente

Ci addentriamo sempre più nel deserto, in piena riserva Navajo. Lungo la strada si incontrano pochi gruppi di edifici, che è difficile chiamare “case” o “paesi” come li intendiamo in Europa. Notiamo molte bancarelle per la vendita di souvenirs, ma sono tutte vuote; probabilmente in questo periodo dell’anno l’afflusso di turisti è talmente scarso che non vale la pena aprire il “negozio”.

Come si sarà capito, siamo diretti alla Monument Valley, uno dei parchi naturali più famosi del mondo, e gestito direttamente dagli indiani in quanto parte del loro territorio.

Si trova al confine tra Arizona e Utah, che sono due stati con fuso orario diverso!

La storia di questo luogo magico è relativamente recente; furono infatti due coniugi del Colorado, Harry e Mike (Leone) Goulding, a trasferirsi qui negli anni Venti del Novecento per iniziare a commerciare con i Navajo (soprattutto lana e tappeti tradizionali).

Dopo aver fondato il Trading Post (una specie di emporio, dove vendere e scambiare merci), si innamorarono a tal punto del luogo che pensarono che potesse diventare un perfetto set cinematografico… e fu così che il regista John Ford cominciò a girare qui i suoi western (riassunto molto sintetico della storia – il primo fu Ombre Rosse (Stagecoach) nel 1939-).

Il biglietto di ingresso si paga ai navajo visto che ci troviamo in un “parco tribale”.

Si può effettuare la visita con la propria auto oppure con tour guidati organizzati dai Navajo, in jeep o a cavallo. Nei tour guidati si ha accesso ad aree della valle altrimenti non aperte al pubblico.

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Noi abbiamo potuto fare solo la “Valley Drive”  con la nostra auto, per la solita mancanza di tempo: anche se sono solo 17 miglia ci vogliono più di due ore, visto che si tratta sì di una pista ben battuta, ma è sempre uno sterrato con limiti di velocità molto ridotti.

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West e East Mitten (gli indiani ci vedono delle mani), Merrick Butte

Le fantasiose formazioni di arenaria sono in continua evoluzione; ciò che vediamo oggi è l’effetto del lavoro dell’acqua e del vento nel corso di milioni di anni.

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I Navajo ci tengono a sottolineare che i nomi delle varie formazioni sono quelli dati dall'”uomo bianco” ad uso e consumo dei turisti… non sono certo quelli originali, in lingua Navajo.

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Anche in questa visita abbiamo pochi compagni, come si può vedere… Forse saremo 4 – 5 macchine in tutto. La temperatura dell’aria non è alta, anche il deserto può essere freddo in febbraio (non soltanto di notte).

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Elephant Butte

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La lista dei film girata qui è… infinita! Non si deve pensare solo a John Ford e John Wayne, ma anche a Forrest Gump e Ritorno al Futuro III, per esempio. O Clint Eastwood che scala il Totem in Assassinio sull’Eiger! (qui c’è un elenco molto dettagliato che include anche video musicali ecc…)

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Vegetazione nella Valle – come vivrebbero le pecore altrimenti?
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Il Totem Pole in lontananza

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Purtroppo verso l’ora del tramonto il cielo si copre, e la valle perde parte dei suoi colori, ma non la sua magnificenza.

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Esistono solo due alberghi nell’area della Monument Valley:

  • The View, già all’interno del parco, molto amato dagli italiani per il lusso e la vista ravvicinata su alba e tramonto nella valle;
  • Goulding’s Lodge, a circa 10 chilometri dall’ingresso del parco vero e proprio, ma con vista sulla valle.

Entrambi in alta stagione sono molto costosi (anche più di 250$ a notte) e vanno prenotati con largo anticipo, ma in bassa stagione i prezzi diventano molto più ragionevoli (anche dimezzati), e vale la pena prenderli in considerazione (noi abbiamo pagato 80$ in febbraio).

Siamo stati al Goulding’s; il The View stava ancora aprendo i battenti, i lavori erano ancora in corso nelle aree esterne.

La stanza, ampia e con terrazzino con vista, è in un corpo separato dal Trading Post originale. Dal terrazzino la vista sull’alba è comunque magnifica.

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L’alba dalla camera

Nell’edificio del Trading Post è stato creato un museo che racconta la storia moderna di questi luoghi, e chiunque può farsi una foto con John Wayne (vi risparmio le mie!).

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Il Trading Post, rivolto a est come gli hogan indiani, sotto una formazione di arenaria

Secondo me anche chi non alloggia qui dovrebbe farci una sosta: qui è cominciata l’avventura dell’uomo bianco nella Monument Valley, e qui ci sono ancora le tracce di questa storia.

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Vista sulla Valle dal Trading Post

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Bellissimo il pensiero sulla targa in memoria dei coniugi Goulding.

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Trading Post

Si dice che gli indiani non interagiscano facilmente con i turisti… sarà, ma noi a colazione abbiamo avuto un dialogo molto divertente con il cameriere… soprattutto dopo che ha capito che eravamo italiani!

Distanza totale: 87 km (escluso il percorso all’interno del parco)

TO BE CONTINUED

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