Nel nostro itinerario sono previste 5 tappe diverse e un giorno di navigazione. Qui riassumerò le escursioni a terra, tutte di costo ragionevole, fatte in tranquillità senza correre, rientrando in nave con ampio anticipo sul “tutti a bordo”.

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Dal sito Msc Crociere – “tutti a bordo” 30′ della partenza

Ho evitato di fare tour de force perchè non mi interessa “vedere tutto in poco tempo e male”. Abbiamo visitato forse anche più di quanto programmato. Per alcune tappe avevo più di una opzione, a seconda del meteo e dell’ispirazione del momento.

Bari

Siamo arrivati a Bari sotto un temporale piuttosto forte; è stato spettacolare da osservare restando sul balcone della cabina, con i fulmini che cadevano sulla città. Ce la siamo presa comoda, pranzo al ristorante appena aperto e poi siamo scesi per vedere il centro storico.

Non so perchè questa città sia così snobbata; forse per la vicinanza di un mare magnifico, e di località come Polignano o Alberobello? Ci è piaciuta, anche se ci siamo limitati al centro storico antico e non siamo andati nella parte di epoca murattiana.

Il porto è poco distante dal centro, che si raggiunge a piedi senza spendere un centesimo. Proprio sotto nave è anche possibile noleggiare biciclette. Lascerei perdere il bus turistico o le escursioni organizzate, a meno di voler andare fino ad Alberobello, difficile da raggiungere in tempo in autonomia (la nave non aspetta – quasi – nessuno!).

Inoltratici nel primo vicolo che abbiamo incontrato, quasi subito un gentile signore (di cui non capiamo quasi una parola 😉 ) ci fa strada verso la vicinissima BASILICA DI SAN NICOLA. Eccola:

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Basilica di San Nicola

La facciata, estremamente semplice, è interessante, ma ciò che ci colpisce di più sono gli interni, veramente molto belli e diversi dalle chiese del nord Italia. San Nicola è molto importate anche per la Chiesa Ortodossa, quindi questa Basilica fa un po’ da collegamento tra le due confessioni religiose, e di ciò si può vedere l’influenza sia all’interno sia nella piazza, dove si trova una statua del Santo donata alla città dalla Russia.

Riprendiamo la strada, sbirciando in vicoli e cortili, dove le signore del posto espongono all’aria le famose orecchiette…

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Vicolo di Bari

… e arriviamo alla CATTEDRALE DI SAN SABINO, affacciata su una piazzetta da cui si intravede anche il castello Normanno – Svevo. Bellissimo il rosone sul fronte, belli gli interni (anche se meno particolari di quelli della Basilica), una chicca invece la visita al SUCCORPO, il sito archeologico sottostante (vi si accede da una scaletta interna, che sembra portare in una cripta) che permette di vedere i bellissimi mosaici pavimentali della basilica di epoca paleocristiana (V-VI sec. d.c.) che si trovava qui prima della costruzione della cattedrale nell’XI sec.

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Cattedrale di San Sabino – Succorpo

Dalla Cattedrale al castello sono solo poche centinaia di metri.

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Piazza Federico II di Svevia

Costruito a partire dal 1131, poi ricostruito su commissione di Federico II di Svevia e rimaneggiato fino al XVI secolo. Molto maestoso l’esterno, l’interno è in restauro e solo poche parti sono visitabili (in questa giornata non si paga l’ingresso, la visita dura circa una mezz’ora).

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Il campanile della Cattedrale visto dal Castello
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Castello Normanno – Svevo

Usciti dal castello, ne percorriamo il perimetro, arriviamo alla strada che costeggia il mare e in breve si arriva al porto.

Katakolon – Olympia

In questo caso ci siamo affidati all’agenzia Ancora Tour, che per la modica cifra di 23€ a testa (appoggiandosi ad un’agenzia locale) ci ha permesso di visitare il sito archeologico e il museo archeologico di Olympia, a circa 40 chilometri dal porto, accompagnati da un anziano signore, il mitico Mario, parlante un italiano d’altri tempi, e fantasticamente coinvolgente. Ci ha dato l’impressione di aver vissuto in prima persona gli eventi, tra la leggenda e la storia, svoltisi in questo luogo mitico…

Importante da considerare che i tempi di sosta erano piuttosto brevi, per cui abbiamo preferito optare per questo servizio, comprensivo di assicurazione e rispetto dei tempi del “tutti a bordo”, a un prezzo decisamente concorrenziale e con un numero di partecipanti ridotto, non i grupponi della nave. In alternativa ci sono bus senza guida, o noleggio auto (gli scooter non sono proprio adatti all’itinerario). Il biglietto d’ingresso, comprensivo di sito e museo, è di 12€ e va acquistato sul posto.

Arrivati a Olympia il caldo è veramente tremendo, per fortuna i numerosi alberi regalano un po’ d’ombra.

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Olympia – Philippeion (Filippo II Re di Macedonia – dopo il 338 a.C.)
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Olympia – Stadio; visibili il podio e la linea di partenza delle gare di corsa

Il sito archeologico ha scarsa cartellonistica e bisogno di maggior cura, capisco quindi che non sia facilmente fruibile senza una buona guida; ci sono poche tracce di restauri in corso e non è ben chiaro dove finiscano i fondi Unesco a un occhio poco attento. Il Museo Archeologico invece, seppur piccolo, è ben tenuto e conserva una collezione di valore eccelso. E’ un peccato non aver più tempo a disposizione per questa visita.

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Olympia – parte del fregio del Tempio di Zeus
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Olympia – l’incredibile perfezione di “Hermes con Dioniso” di Prassitele

Rientrati in porto ci sarebbe il tempo ancora per un giro nel piccolo paese, ma siamo a digiuno e molto accaldati, quindi preferiamo rientrare in nave e andare a fare un salto al buffet. E’ piuttosto affollato, ma troviamo posto nella terrazza all’aperto di poppa, e pranziamo godendoci la vista della costa e la brezza marina.

Mykonos

La nave attracca al porto nuovo, poco distante dalla cittadina di Mykonos che va comunque raggiunta con i mezzi (pubblici o a noleggio).

La sosta è lunga, dalle 8:00 alle 20:00, per cui è possibile fare diverse cose.

Inizialmente avevo pensato di prendere il traghetto per l’isola di Delos, per visitare l’importante sito archeologico, e poi nel pomeriggio andare in spiaggia e/o visitare la capitale dell’isola. Mi sono preparata anche gli orari dei bus per una spiaggia tranquilla in cui andare direttamente nel caso in cui il vento fosse troppo forte.

Infatti così sarà: vento forte (e nessuno di noi due lo ama) e un po’ di prigrizia ci fanno optare per il programma più leggero. Scendiamo con calma e prendiamo il bus acquatico, che per 2€ ci porta al porto vecchio di Micono (Msc vende i biglietti per lo stesso servizio a un prezzo leggermente maggiore, però è possibile riutilizzarlo più volte nella stessa giornata).

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Micono – Panaghia Paraportiani (dal 1475 al XVII sec.)

Giriamo per questa cittadina battuta dal vento (che è una costante dell’isola) ma semideserta, con ancora tutti gli esercizi commerciali chiusi, così la possiamo vedere al massimo della bellezza. Il centro storico è veramente splendido in questo momento, non pensavo fosse così ben conservato nonostante il turismo di massa cui è sottoposto. Arriviamo a Little Venice dove le onde spazzano i tavolini dei ristoranti e, nonostante il paragone con la città lagunare non abbia proprio senso, ci innamoriamo di questa vista, con i mulini a vento sullo sfondo.

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Micono – Little Venice
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Mykonos – i mulini a vento

Arriviamo ai mulini, dove è quasi impossibile scattare una foto a fuoco, poi ci spostiamo verso la piazza Fabrika, dove partono gli autobus pubblici che portano alle varie spiagge dell’isola. Il bus per Ornòs Beach sta per partire, facciamo il biglietto (1,80€) e in circa 15 minuti siamo a destinazione. Non è tra le spiagge vip dell’isola, per cui spero in minor affollamento e meno musica, oltre che in prezzi ragionevoli. E’ veramente una bella spiaggia riparata dal vento, il mare è piatto e si sta discretamente sotto l’ombrellone… alcuni dei nostri compagni di crociera invece sono letteralmente fuggiti dalle spiagge scelte, troppo esposte, fredde e ondose. L’acqua sarà comunque più fredda del previsto anche qui…

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Mykonos – Ornòs

Pranziamo sotto all’ombrellone con cibo un po’ troppo trendy per ricordarmi la Grecia (abbiamo beccato un resort 4 stelle, anche se ombrellone e due lettini con materassino ci sono costati 16€), e verso le 15, stanchi del vento, decidiamo di riprendere il bus per rientrare. Ammiriamo il panorama fino a Agios Ioannis e torniamo tra le stradine di Micono ora molto più affollate e con tutti i negozietti aperti. Resta tutto molto pittoresco, ma oggi non siamo assolutamente interessati allo shopping…

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Micono

Al porto vecchio vediamo una delle barche per Delos carica di turisti fino all’inverosimile (in questo periodo dell’anno ci sono traghetti fino alle 20.00), mi chiedo come possa essere la mezz’ora di navigazione in piedi, schiacciati come sardine, su un mare così mosso… a noi basta riprendere il Seabus per quei pochi minuti e rientrare in nave!

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Mykonos vista dal nostro balcone

Pireo – Atene

Info su Atene dal Giramondo qui.

Anche oggi la nave attracca molto presto (7:30) e si ferma fino a sera. Sapendo già che il caldo sarà eccessivo, il mio unico obiettivo della giornata è quello di visitare finalmente l’Acropoli di Atene, senza alcun ulteriore sforzo, rientrando in nave appena finito. Ho una piccola guida con me, Atene Pocket di Lonely Planet, nel caso dovessimo cambiare idea in giornata.

Per vedere qualche scorcio della città senza la minima fatica e senza avere un tassista alle calcagna, prendiamo i biglietti di un bus turistico (ce ne sono almeno altre 2 che arrivano fino al terminal crociere del Pireo), Athens Open Tour, a 20€ a testa. Il terminal è a circa 13 chilometri dal centro città, raggiungibile in metro (scomoda), taxi o bus pubblico (che ferma di fronte al terminal crociere, ma spesso è troppo affollato).

Il bus scelto passa alle varie fermate ogni 15 minuti, e all’Acropoli è possibile prendere la linea per il resto del centro cittadino.

In circa mezz’ora arriviamo all’ingresso principale, sono le 9, il sole sta già picchiando, in 5 minuti abbiamo in mano i nostri biglietti… e ci ritroviamo nella calca, in mezzo a gruppi in varie lingue con gli adesivi Msc. Scalare la gradinata dei Propilei non è semplice, ma arrivati sulla spianata ci si sparpaglia.

Il Partenone e l’Eretteo sono belli da togliere il fiato, la vista del tempietto di Atena Nike con la città sullo sfondo si guadagna un sacco di scatti… Rispolvero gli studi di storia dell’arte per raccontare un po’ a Ma7730 quello che stiamo vedendo (l’ho ripassato sul serio prima di partire!), e anche lui ammette che siamo in un luogo magico e spettacolare. La vista dall’alto sugli scavi sottostanti, l’Odeon, il Teatro di Dioniso, fino al Tempio di Zeus e allo Stadio Panatenaico è bellissima, complice il cielo limpido… però il caldo è sempre più intenso, ed è ancora mattino presto!

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Atene – Odeon di Erode Attico
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Atene – Partenone
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Tempio di Atena Nike e uno scorcio dei Propilei

Scendiamo all’ingresso su via Dionysiou Areopagitou per andare al Museo dell’Acropoli, una struttura estremamente moderna ma perfettamente inserita nel contesto, e qui c’è una coda molto più lunga che al mattino. Dimenticavo: dal 1 aprile 2016 sono entrate in vigore le nuove tariffe per musei e siti archeologici, più in linea con il resto d’Europa… l’Acropoli da sola costa 20€!

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La strada è un viale alberato, ricorda vagamente la Rambla di Barcellona. Per adesso ci limitiamo ad attraversarla e ad entrare al Museo (5€). Già all’esterno è intrigante: durante i lavori infatti è venuta alla luce parte della città antica, che è stata lasciata visibile ai turisti. Il Museo è strutturato su livelli diversi, dedicati ad epoche diverse dell’Acropoli: i resti degli edifici distrutti dai Persiani, i fregi e le sculture dell’epoca classica incluse le Cariatidi originali, un piano intero dedicato al Partenone: qui una vetrata immensa permette una vista meravigliosa dell’Acropoli giusto di fronte, e sempre qui la struttura riproduce orientamento e dimensioni del Partenone, esponendo i fregi e le metope giunti fino a noi (con i calchi di ciò che si trova sparso per il mondo, inclusi le meravigliose sculture che si trovano al British Museum, visti ormai tanti anni fa).

L’aria condizionata ci ha ritemprato, ci dispiace andarcene già, ma la fame comincia a farsi sentire. Non abbiamo ancora mangiato nulla che ci ricordi veramente la Grecia, così ci fermiamo al bar sulla terrazza del Museo (lo so, non si dovrebbe fare visto che i prezzi sono più alti, di solito) e ci mangiamo una fetta di baklava con un caffè continuando ad ammirare la vista. Che dire: prezzo onesto, qualità FAVOLOSA, vista IMPAREGGIABILE! Diciamo che per smaltire le calorie di questa immensa fetta di dolce al miele e frutta secca dovremmo scarpinare un po’!

Invece di seguire il piano e tornare subito in nave decidiamo di spostarci un po’ a piedi: andiamo fino all’Arco di Adriano e al Tempio di Zeus, tanto sono vicini; poi allo Stadio Panatenaico. Io soffro la temperatura, così saliamo sul bus che passa proprio qui di fronte e vediamo Piazza Syntagma (e le famose guardie da lontano) con il Parlamento, l’Università, il Museo Archeologico… Ma7730 resta convinto che questa città non gli piace, in molti tratti si vedono i segni della crisi, ma a lui non ispirava nemmeno prima. Cominciamo a stancarci di stare in bus e, anche se dovremmo andare fino all’Acropoli di nuovo per prendere il bus per il Pireo, arrivati a piazza Monastiraki scendiamo… Siamo qui, chissà se mai torneremo, almeno un giro in questo famosissimo quartiere va fatto!

Giriamo per la piazza e qualche stradina, arriviamo alla Biblioteca di Adriano e all’Agorà Romana, ma non me la sento di visitarle. Decidiamo di seguire il navigatore per tornare alla fermata del bus all’Acropoli a piedi, tanto è qui sopra, sulle nostre teste, che vuoi che sia? Facciamo così la bella scalinata in salita, per fortuna all’ombra, che quasi tutti però percorrono in discesa! Arriviamo sulla collinetta e ancora scattiamo un sacco di foto sulla città e sull’Acropoli… ora la coda all’ingresso è di centinaia e centinaia di metri!

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Ci facciamo i complimenti da soli per aver deciso di andare appena scesi dalla nave… il caldo è veramente torrido, non sarebbe fattibile senza rischiare la (mia) salute!

Il nostro bus per il Pireo è già qui, saliamo in compagnia di molti americani, e in circa 40 minuti siamo di nuovo al terminal crociere. E’ molto grande e moderno, ma semi vuoto. I controlli di sicurezza al metal detector già a terra sembrano piuttosto approfonditi.

Oggi pranziamo (tardi) al buffet, visto che siamo fuori orario è assolutamente vivibile!

Domani giornata di navigazione, in totale relax… dopo la sfacchinata di oggi ci serviva!

Dubrovnik

La giornata di navigazione è trascorsa tranquilla, tra un buon libro, un po’ di palestra, giri per i negozi e i bar della nave. L’unico posto assolutamente impraticabile è stato il ponte piscine, io me ne sono rimasta direttamente a prende il sole sul balcone della cabina.

La tappa croata di questo itinerario è una delle più attese per noi: so che Dubrovnik è un gioiello medievale, è stata una repubblica marinara concorrente di Venezia (non bisogna confondersi, anche se si parlava italiano Ragusa di Dalmazia è stata sotto il dominio di Venezia solo per un breve periodo, molti secoli fa), i miei l’hanno già visitata due volte e me ne hanno sempre tessuto gli elogi.

Noi abbiamo un obiettivo un po’ diverso dal solito, forse un po’ nerd: vogliamo visitarla infatti come se fosse King’s Landing a Westeros (Approdo del Re del Trono di Spade), visto che è stata il set di molte scene della serie tv a partire dalla seconda stagione.

Sul web si trovano tutte le indicazioni necessarie (ma esistono anche tour organizzati a pagamento) e in un paio d’ore abbiamo visto tutte le location più facilmente raggiungibili.

La navigazione tra le isolette fino all’insenatura del porto di Gruz, quasi un piccolo fiordo, è meravigliosa, da vedere assolutamente sia in ingresso che in uscita.

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Croazia – la costa dalmata in avvicinamento al porto
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Croazia – ingresso al porto di Gruz (Gravosa)

La sosta della nave è piuttosto breve, altrimenti si sarebbe potuto fare anche altro: la passeggiata sulle mura (magari in un giorno meno caldo), o un po’ di mare in una spiaggia vicina.

Condividiamo un taxi con un’altra coppia e in circa un quarto d’ora siamo fuori Porta Pile (taxi a tariffa fissa 13€ dal porto di Gruz). C’è già tantissima gente, ma quando usciremo a mezzogiorno ce ne sarà ancor più.

Andiamo subito a vedere la baia di Blackwater (delle Acque Nere)… ops! La baia della fortezza di Lovrjenac.

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Dubrovnik – fortezza di Lovrjenac
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Dubrovnik

Con l’immaginazione (o una ricerca in Google) si può immaginare il pontile senza le barche ma con Sansa Stark, Shae e Littlefinger (preferisco i nomi originali, visto che in originale ho letto i libri e seguito la serie). O Varys e Tyrion affacciati al muro della fortezza.

Dall’esterno (ma anche da qualsiasi punto un po’ rialzato all’interno delle meravigliose mura cittadine) si vede la bella e particolare torre rotonda chiamata Tower of the Undying (Minceta Tower), dove gli stregoni avevano rinchiuso il piccolo Drogon di Daenerys Targarien.

Entriamo poi in città e ammiriamo la piazza all’ingresso dello Stradun (dove Cercei Lannister ha percorso la sua camminata di “pentimento”) e ci spostiamo nei vicoli caratteristici per andare al Museo Etnografico (il bordello del primo incontro tra Tyrion e Oberyn Martell).

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Dubrovnik – inizio dello Stradun, con la Fontana Maggiore di Onofrio
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Dubrovnik – un vicolo

E così si potrebbe continuare a raccontare, ma non voglio tediare troppo.

Percorrendo i vicoli, spesso scalinate in salita molto stretti, si sbuca davanti alle varie chiese, o al Porto Vecchio (in cui si sbarca in lancia se si arriva con le navi Costa), o alla Piazza della Loggia, dove si trovano Palazzo Sponza e l’antica Colonna di Orlando.

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Dubrovnik – Porto Vecchio
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Dubrovnik – Palazzo Sponza

Compriamo souvenir a base di lavanda, visitiamo qualche negozietto lungo lo Stradun, così tanto simile nelle architetture a quelle del nostro Veneto  e usciamo da questa meravigliosa cittadina, in cui torneremo sicuramente per una visita più approfondita e meno a tema, in un periodo meno caotico e meno caldo, perchè ci ha letteralmente conquistato.

Rientriamo soli in taxi, per goderci l’ultimo pomeriggio sulla Magnifica, domani purtroppo questa (prima) esperienza in nave si concluderà.

Venezia

Lascio stare le polemiche sul passaggio delle grandi navi nel Canale di San Marco, che sicuramente comunque sarà destinato a finire. Già oggi sempre più compagnie stanno cancellando lo scalo, anche se in porto in questo agosto 2016 c’erano 7 enormi navi da crociera in contemporanea.

E’ innegabile però che la vista di Venezia da questo punto di vista sia… da togliere tutti gli aggettivi conosciuti dalla mente!

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Venezia – San Marco dalla nave

Un’emozione difficile da descrivere per noi, che a Venezia ci siam venuti fin da bambini; non so immaginare come possa essere per chi in laguna arriva per la prima volta, non solo dall’estero, ma anche dal resto d’Italia.

Certo il numero e la dimensione delle navi va ridotto, il percorso va cambiato…

Le escursioni sono troppo costose?

Un piccolo riepilogo, visto che sento spesso dire “non vado in crociera perchè poi mi costa il doppio se voglio fare anche le escursioni”.

Come visto, noi abbiamo fatto quasti tutto da soli (e comunque Ancora Tour proponeva un pacchetto di 3 escursioni guidate a 79€ ingressi esclusi).

Quanto ci è costato (prezzi singoli, totali in coppia)?

  • Bari: Castello Svevo (gratis), Cattedrale (gratis), Succorpo Cattedrale 2€, Basilica (gratis): tot. 4€
  • Katakolon: escursione a Olympia 23€, ingresso sito e museo 12€: tot. 70€
  • Mykonos: Seabus a/r 4€, bus per la spiaggia a/r 3,60€, lettini e ombrellone (in 2) 16€, pranzo (in 2) 31€: 62,20€
  • Atene: bus panoramico 20€,  Acropoli 20€, Museo dell’Acropoli 5€, baklavà e caffè greco 9€: totale 108€
  • Dubrovnik: unica spesa il taxi… tot. 19€

In una settimana di crociera, facendo tutte le tappe, abbiamo speso in due meno di 265€… non mi sembra niente di esagerato!

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