Andare dalla provincia veronese fino alla costa istriana del Quarnero in un fine settimana sembra una tirata assurda (sono quasi 5 ore di strada). In periodo di bassa stagione, senza il traffico estivo, diventa fattibile.

itinerario-istria-aquileia
Il nostro itinerario in Istria e Friuli

Alle due del pomeriggio del primo venerdì d’autunno, con un sole splendente, ci carichiamo in 5 su una macchina e partiamo alla volta di Portalbona – Rabac, meta quasi esclusiva delle vacanze estive dei miei genitori dal 2004.

Arriviamo al confine con la Slovenia (valico di Rabuiese) dopo le canoniche 3 ore di guida, e qui, per non pagare la vignetta ci inoltriamo nelle campagne istriane percorrendo solo strade non a pagamento, attraverso le campagne slovene, i boschi sconfinati, i paesini che sembrano rimasti fermi a qualche decennio fa (non è così per la costa). Il traffico è quasi inesistente, il paesaggio è bucolico, i primi alberi stanno cambiando colore… qui tra qualche settimana l’autunno sarà spettacolare. Sempre in queste zone, molti concittadini vengono a caccia…

Ci fermiamo al confine sloveno – croato per un velocissimo controllo dei documenti ed entriamo in terra croata. Sono passati 11 anni dalla mia visita precedente, ma una cosa la noto subito: la manutenzione delle strade è perfetta, i cigli, la segnaletica… nulla a che vedere con quelle che ricordavo (o con quelle di casa mia). E siamo ancora in piena campagna/montagna, non c’è differenza tra il territorio sloveno e quello croato in questo senso… man mano ci avviciniamo alla costa si notano i terreni, una volta coltivati (prima della guerra) oramai quasi fagocitati dai boschi. Avvicinandoci a Labin attraversiamo un’area che ancora porta le tracce dell’incendio del luglio 2015.

Labin (Albona) e Rabac (Portalbona)

L’antica Albona di epoca romana (Labin, appunto) sorge su un’altura a pochissimi chilometri dal mare; varrebbe una visita, anche se veloce, non solo per le tracce di epoca romana, medievale e alcune reminiscenze di quado qui si parlava italiano; ma anche per la storia industriale, legata alle miniere che si trovano in paese o a pochi chilometri. Proprio la presenza di queste miniere la portarono ad essere occupata dai fascisti, che qui fondarono una cittadina (corrispondente alla cittadina moderna), Piedalbona, con gli stessi criteri utilizzati per Carbonia in Sardegna.

Consigliando a tutti una sosta qui, noi stavolta la attraversiamo soltanto, ormai è ora di cena, il sole sta tramontando, ci aspetta Sonja a Rabac!

Per raggiungere Rabac si scende dai monti, e così la vista sul mare si apre a poco a poco. Peccato che qui non si sia sentito parlare di regolamenti edilizi per molto tempo, e l’edificazione di case di vacanza sulla collina sia stata assolutamente esagerata, mentre il paese non è cambiato poi di molto.

Sonja e il marito ci accolgono e mostrano i vari appartamenti a nostra disposizione… essendo ormai fine stagione abbiamo spazio in abbondanza, e la suocera si ritrova con un intero appartamento tutto per sé. Siamo piacevolmente sorpresi dai lavori che ci sono stati, bagni e mobili nuovi, c’è tutto quel che si può volere (per 35€ a notte!). L’unico difetto, che però hanno anche quasi tutti gli altri alloggi di Rabac (meno i grandi alberghi in riva al mare), è che per raggiungere la spiaggia bisogna usare l’auto…

Si va a cena in uno dei ristoranti preferiti dei miei, breve passeggiata sul lungomare a fotografar le barche, e poi dritti a letto.

Ci risvegliamo con una giornata di sole splendido, un po’ di vento ma temperatura decisamente buona. Dopo colazione andiamo alla spiaggia della Girandella, luogo preferito dai miei… Ora è (quasi) deserta, ed è effettivamente una meraviglia: il fondo roccioso (ciottoli e scogli bianchissimi) esalta il colore dell’acqua, dal turchese al verde smeraldo a seconda dei riflessi. Rinunciamo a ripartire in auto per goderci questo mare incredibile, così vicino a casa ma così diverso dalla costa veneta, e passeggiamo lungo la riva per tutta la mattina, da qui verso il centro del paese.

dsc01194
Spiaggia della Girandella

Proprio di fronte si trovano alcune isole; la più grande e più vicina è l’isola di Cres (raggiungibile con escursioni in barca dal porto di Rabac o in traghetto partendo da uno dei paesi della costa).

dsc01198
Scogli sulla spiaggia della Girandella e l’isola di Cres

Un grande complesso alberghiero verrà costruito per la prossima stagione estiva (si parla di 15 milioni di euro di investimenti). Ci sembrava una esagerazione, ma vedendo i cartelli dei lavori e parlando con diverse persone, non sembra più essere solo una fantasia.

dsc01203
Il porticciolo di Rabac
dsc01210
L’acqua della baia

Passano le ore ed in spiaggia scendono i bagnanti…e noi vestiti di tutto punto a lamentarci di non aver portato il costume! Ci consoliamo con un gelato, osservando la teleferica di italiana memoria sull’altro lato della baia (serviva per trasportare la bauxite dalle miniere alle navi che attraccavano qui).

Ci fermiamo per pranzo in un locale vista mare (Trattoria La Pentola) il cui stile ricorda tantissimo i locali greci più chic… ecco, devo ricredermi anche su questo, lo stile del paese sta cambiando, le bancarelle alla buona stanno sparendo (e anche i prezzi non sono più convenienti come anni fa).

Ora si torna alla macchina, che stare fermi in un posto fa male! Andiamo fino ad Opatja, non l’ho mai visitata prima. Seguiremo la strada costiera, dai panorami mozzafiato, che costeggia tutto il fianco dell’Istria che si affaccia sulle isole del Quarnero. Seguendo questa strada ci si impiega circa un’ora.

Plomin – Fianona

Facciamo subito una sosta per osservare il fiordo di Fianona, a pochi km da Labin: qui la bellezza della natura, l’asprezza dei monti verdissimi che si gettano direttamente in mare, trova un duro confronto con l’intervento umano: vi si trova una centrale elettrica (a carbone) di dimensioni colossali, con una ciminiera alta ben 340 metri. Per quanto le informazioni diffuse siano rassicuranti (sembrerebbe essere stata trasformata in un impianto all’avanguardia) la scelta di questo luogo, sotto un borgo di origini antichissime (citato già nel 100 a.C.), lascia un po’ basiti.

dsc01220
Fiordo di Plomin
dsc01221
La centrale elettrica di Plomin

La strada offre infiniti scorci sulle isole di fronte, sui paesini che attraversiamo, sul mare sottostante, che appare quasi irraggiungibile nella maggior parte dei tratti.

Opatjia – Abbazia

Opatija (Abbazia), a pochi chilometri da Fiume e resa famosa come luogo di villeggiatura a partire dal 1844 dai nobili dell’impero asburgico, ha uno stile completamente diverso. Numerosi edifici ottocenteschi ospitano alberghi eleganti, ville imponenti con parchi curati si mostrano ai visitatori con un’alterigia che un po’ stona con i bagnanti che ancora affollano il litorale (che qui, costituito principalmente di piattaforme in cemento, ha poco di naturale e meraviglioso).

dsc01229
Scultura dedicata ai marinai
dsc01230
Chiesa di San Giacomo (1420 circa)

Il piccolo porticciolo antico, molto pittoresco, è quasi soffocato dalle strutture eleganti che lo circondano. A pochi passi si trova anche la famosa statua della ragazza col gabbiano e l’antica chiesa di San Giacomo. Oltrepassato l’hotel Quarnero (1884) e altri eleganti alberghi, si trova Villa Angiolina, costruita dal nobile fiumano Iginio Scarpa; conserva ancora un fascino romantico, circondata dal suo giardino botanico in riva al mare.

La giornata è caldissima, dopo un giro in centro e l’osservazione da lontano di Fiume, ce ne torniamo lungo la stessa strada a Rabac; cena nello stesso ristorante e passeggiata fino ai grandi alberghi in fondo alla baia. Sono ancora parzialmente aperti; la piscina illuminata con i colori dell’arcobaleno è molto scenografica, e probabilmente molto utilizzata in estate, visto che lo spazio in spiaggia è sempre molto ridotto.

Porec – Parenzo

E’ già domenica mattina. Potremmo fermarci ancora e rientrare con calma nel pomeriggio; invece abbiamo ancora due tappe prima di finire questo weekend. Si riparte, carichi di miele e grappa (al miele), e ci dirigiamo all’altro versante dell’Istria, per andare a visitare la famosissima Parenzo (Porec).

Il piccolo borgo antico, ricco di architetture veneziane (restò parte della Repubblica di Venezia per circa 5 secoli), è veramente degno della sua fama. Le vie principali sono ancora il Cardo e il Decumano di epoca romana.

La Basilica Eufrasiana, risalente al V secolo e Patrimonio dell’Unesco, è frequentatissima, ma c’è in corso una messa, quindi si può solo osservare dal cortile. Riusciamo comunque ad ammirare i magnifici mosaici di epoca bizantina che decorano l’abside.

Per girare il centro storico bastano meno di 2 ore, poi ci si può fermare al pittoresco mercato a fare incetta di prodotti tipici (inclusi i formaggi al tartufo).

dsc01307
“molo” a Porec
dsc01309
Il centro storico di Porec

Un’ultima curiosità: a Porec la popolazione era per il 99% italiana, mentre sulle colline retrostanti la maggioranza era croata…

Ripartiamo prima di pranzo e, superata Cittanova (Novigrad), cerchiamo un posto in cui fermarci. Ci troviamo nella campagna in direzione di Buje, dove poco dopo passeremo di nuovo il confine verso la Slovenia e verso Capodistria… ci fermiamo per caso a Brtonigla (Verteneglio) e siamo fortunati: un’ottima grigliata di carne ad un ottimo prezzo…ma il servizio lento ci farà perdere tempo prezioso.

Aquileia

Ultima tappa della giornata prima di rientrare a casa, in territorio italiano, è il Complesso Basilicale di Aquileia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1998. Non l’ho mai visto, e ho chiesto questa deviazione perchè ne ho letto meraviglie… purtroppo il poco tempo a disposizione ci impedirà di andare a vedere i vari scavi archeologici di epoca romana in giro per la cittadina, ma la basilica possiamo visitarla con calma. Non c’è affollamento e così possiamo osservare indisturbati gli splendidi mosaici del pavimento, girare attorno alle fondamenta del campanile, salirne le scale per vedere il panorama dall’alto…

(Ingresso comprensivo di Basilica, Battistero e Torre 7€. Tutte le informazioni su questo capolavoro millenario sul sito http://www.basilicadiaquileia.it).

Ed eccoci infine diretti verso casa, e come noi molti altri hanno pensato di sfruttare il bel tempo, vista la coda in autostrada!

Si tratta di luoghi che indubbiamente meritano molto più tempo. Il consiglio però è, se possibile, di evitare di andarci dalla metà di luglio a tutto agosto, quando le spiagge di Rabac sono affollatissime.

Annunci